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Cose belle che accadono a Milano (durante il Fashion Camp) ep. 1

Capita che arrivi a Milano di giovedì sera, mentre la città si sta preparando per il concerto di Bruce Springsteen, e tu ti mischi alla folla, tra metro e tram, venendo accolta da un padrone di casa gentile, da un’amica (Sara) conosciuta esattamente un anno fa, da un hamburger e delle patatine da urlo e dai Navigli che hanno voglia di estate.
Dormi qualche ora, squassata dalla tosse e dall’ansia da prestazione per il giorno successivo, e quando ti svegli è il primo giorno di Fashion Camp.
E allora via verso la Fabbrica del Vapore!
Scesa dal bus incontro un signore simpatico cui chiedo indicazioni per la strada e per un bar in cui fare colazione, e lui mi conduce al suo bar, proprio di fronte all’entrata della Fabbrica, dove mi offre un cappuccino che mi dà la giusta carica.
Arrivo davanti al Camp e inizia a piovere.
Benissimo.
Incontro Robyberta col suo splendido trolley rosa confetto, entriamo insieme e individuiamo nel giro di poco Raffaella Amoroso, Arianna Chieli e Tamara Nocco, belle e colorate e piene di grinta; iniziamo a girare nell’area dei Temporary Shop, ammirando allestimenti e creazioni.
Il primo stand che attira la mia curiosità è frizzante e scanzonato e non potrebbe avere altri nomi all’infuori di Moda Da Bere, un concept che racchiude le belle testoline di Alessia Caliendo (Little Black Dress), Greta Taddeolini (Greta Tee) e Giuliana Massi (BluPositivo).
Con Giuliana, soprattutto, mi soffermo a parlare dei suoi costumi da bagno: semplici, ma esattamente come li ha sempre voluti lei: con uno scollo ben profondo sulla schiena, per permettere di prendere il sole senza sentirsi soffocare, coi laccetti sulle spalle, perché non siamo tutte fatte nello stesso modo, e soprattutto senza fastidiose e superflue impalcature all’altezza del seno.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Subito dopo faccio la conoscenza di Valentina Amoroso, sorridente dietro il suo stand dal nome poetico, Come Le Ciliegie. All’improvviso sono in un universo parallelo, dove sono di nuovo bambina e sgambetto tra i campi del podere di mio nonno con i lembi del mio vestitino di cotone azzurro tirati su, per tenere il mio succoso bottino di ciliegie mature.

 

 

 

 

Prima di allontanarmi dall’area Temporary per andare a tuffarmi nell’universo della bellezza Dior ed Essie, mi lascio catturare dalla poesia di Odile Orsi e dei suoi capi firmati MutaDesign, capi che di sé raccontano non solo provenienza e modi di prendersi cura di loro, ma anche qualche modo sfizioso per abbinarli e godere della loro bellezza e comodità.
Sono incantata.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Vengo raggiunta da Nadeshiko, che mi confessa di avermi distinta nella folla grazie al mio abitino -ormai il capo più popolare del mio guardaroba, speriamo che non si monti la testa, il disgraziato!- e, a questo punto, non si può più rimandare, è il loro turno:
i rossetti Dior Addict Extreme e tutti i segreti di una bocca perfetta svelati dal Make Up Artist Davide Frizzi

 

Davide ci spiega che questi rossetti sono caratterizzati da una colore effetto wet ma allo stesso tempo a lunga tenuta, grazie alla cera di riso contenuta al suo interno.
All’interno della gamma ci sono 12 colori, ma solo ai 4 colori di punta (Incognito, Riviera, Plaza e Lucky) sono abbinati i rispettivi smalti. Per il resto, divieto assoluto di abbinare rossetto e smalto, così come off-limits è l’abbinata smalto mani/smalto piedi anche se io, ben lungi dal dare torto a un MUA così capace e simpatico, mantengo le mie personali riserve: per me l’accoppiata smalto mani/smalto piedi funziona come quando indossi un completino intimo. Non tutte laviamo un reggiseno dopo una sola volta che l’abbiamo portato, mentre gli slip girano più di frequente e quindi a volte capita che si portino sopra e sotto spaiati, anche a seconda di ciò che indossiamo e che richiede spalline più o meno sottili o cuciture più discrete. Allo stesso modo, lo smalto sui piedi dura molto di più dello smalto sulle mani, allora perché di tanto in tanto non usare la stessa tinta per entrambi?
Ma insomma, non divaghiamo: Davide Frizzi doveva anche svelarci il segreto per una bocca perfetta, ricordate?

Gli step non sono molti, ma hanno l’allure di un rito prezioso:

Prima di tutto bisogna idratare, per evitare un aspetto secco che di sicuro è tutto tranne che attraente.
Davide ci consiglia Creme de Rose, ma va bene qualsiasi balsamo da stendere in modo non troppo generoso, affinché le nostre labbra possano assorbirlo in modo adeguato.

 

Poi, si comincia con Skinflash, che corregge in modo più discreto di un correttore e illumina, spegnendo l’intensità del colore della bocca e del controcontorno. Importante è tamponare gli eccessi, e non tirarli.

 

A questo punto è la volta della matita. Anche se usiamo “solo” il gloss, sì.
Perché il gloss dura in media un abbaio di cane e noi non vogliamo trovarci con la bocca nuda dopo tre secondi, vero? Allora prima passo una matita di un colore vicinissimo a quello delle mie labbra, e la tenuta del gloss potrà essere prolungata. Almeno un po’.
Finalmente si applica il rossetto. Sì, ma come? Direttamente dallo stick? Sbagliato! Perché il rossetto si applica con un pennellino, sempre! E se c’è da truccare un po’ di gente, d’ora in avanti farò come Davide: farò scorta di palettine da caffè dai distributori automatici (ok, lui usava le palettine che trovi dentro alle creme per evitare di pucciarci dentro le dita ogni santo giorno, ma alla fine hanno più o meno la stessa forma, no?) e poi e userò per “affettare” una piccola porzione di colore dallo stick, per poi intingerci il pennello)
L’ultimo step è un volumizzante/lucidante, tipo Lip Maximizer, che grazie alla sua formula al collagene non compromette la tenuta del rossetto, anche se l’importante è non esagerare! Se ho applicato ogni strato a piccoli tocchi, adesso non rischio di avere colore che scivola o non tiene. Anche in questo caso, non tirare né applicare direttamente dallo stick, ma dal dorso della mano, col pennellino.

 

I ferri del mestiere
 Dalla teoria alla pratica:
Idratazione
Correzione
Applicazione del rossetto
Applicazione del Lip Maximizer

 

… et voilà!
 Salutiamo Davide e accogliamo Simone Belli, MUA per L’Oreal e Beauty Expert Essie.
Ci mostra un video dove le mani sono protagoniste e ci espone la filosofia di Essie Weingarten, la creatrice del marchio che di sé dice I’M ESSIE AND I LIVE FOR COLOUR.
Be’, un delizioso manifesto, non trovate?

 

Ci vengono mostrate le novità colore della stagione primaverile e le linee di trattamento.
Io rimango conquistata dalla linea per unghie disidratate, e dalle maschere-patch per unghie, efficacissime!

 

 

 

 

Il mio preferito? Il primo a sinistra, Olé Caliente, un bellissimo corallo!
Tra un assaggio di colore e un altro, discutiamo dell’importanza delle unghie colorate per dare un tocco in più anche al look più semplice, e dell’importanza di avere unghie sane per poter dire di avere delle belle unghie.
Come ormai sapete, io sono una fan delle pappette da massaggiare sulle unghie, e ho preso gelosamente nota di un segreto di una star del cinema che Simone ha incontrato al Festival di Venezia, che doveva togliere dalla pelle un filo di abbronzatura prima di uno shooting fotografico e che aveva mixato limone, bicarbonato e miele, dalle azioni schiarenti, esfolianti e idratanti, per farne uno scrub nutriente. Questa pappetta può essere usata anche sulle unghie, pare con effetti molto soddisfacenti.

 

 

 

 

Simone ci saluta dandoci qualche consiglio su come abbinare lo smalto al costume da bagno, quando sarà finalmente il momento di andare in spiaggia: per quanto riguarda lui pare che non sia un problema l’abbinamento mani/piedi, a dimostrare ancora una volta che nel make up ognuna è libera di regolarsi come preferisce, purché le soluzioni che trova la valorizzino.
Nadeshiko e io ci separiamo, io pranzo con un’orrenda (e carissima) fetta di quiche alle verdure -peccato, lo stand di Lattughino era così carino, e lo staff così simpatico!- e poi di nuovo all’inseguimento di nuove emozioni.
Riesco a fare due chiacchiere con una delle Signorine Glossybox… non vi sembra delizioso, il suo look?

 

 

Seguo i workshop di Woork e di Felice Limosani, giro ancora un po’.
Sento che mi sale di nuovo la febbre e mi sta sparendo la voce.
Vado a farmi fare un massaggio idratante alle mani dalle ragazze del corner Douglas, vado a farmi dare un tocco di cipria dai mua Dior dall’altro lato della sala.
Sono tentata di dare forfait al mio speech, ma alla fine salgo sul palco a mo’ di zombie, riesco a biascicare qualcosa, scopro di aver parlato per ben 12 minuti, scendo e vado a nascondermi in bagno, dove conosco Sara, che il giorno successivo parteciperà al mio workshop e che mi manifesta la sua condivisione su alcuni punti della mia teoria.
Prima di lasciare il Camp abbordo Laura, che come vi ho raccontato giovedì si presta a scattarmi qualche foto-outfit…
… e quando ormai penso che la giornata abbia finito di stupirmi, mi trovo a fare i conti con le bacchette per mangiare giapponese insieme a Nadeshiko, il suo fidanzato (una coppia davvero deliziosa e senz’altro ben assortita) e il loro amico Mauro.

 

Alghe e carote come antipasto: unico piatto che ho fotografato, perché da qui in poi ho posato la macchina fotografica e ho messo in moto la mandibola
Dai, ammettetelo che quando avete visto lo spot della birra che dice “La birra giapponese più venduta in Italia” vi siete straniti anche voi. Ma forse non tutti sanno che i giapponesi sono dei robusti bevitori di birra, e quindi è comprensibile che ne producano anche in gran quantità, evidentemente.

 

Notate la MAESTRIA con cui tengo le bacchette in mano. Sono sicura che Nadeshiko temesse che mi sarei cavata un occhio. O che lo avrei cavato a lei. Ma è andata bene. Almeno, è andata meglio della prima e unica volta in cui il mio ex ha provato a farmi mettere le dita sulle corde della sua chitarra. Nadeshiko di sicuro ha avuto più pazienza di lui.
La giornata si conclude sulla circolare 91 con me che, dopo aver buscato 2 minuti di diluvio proprio nel tratto di strada che separa l’uscita della metro dalla fermata del tram, familiarizzo ma al contempo metto le mani avanti con un ragazzo nordafricano molto gentile, raccontandogli che sono toscana e dicendogli che sono sposata e che alloggio da mio fratello maggiore, di professione schiacciasassi o giù di lì.
O con me che faccio 5 piani a piedi con le scarpe in mano, e poi faccio la danza della buona fortuna davanti allo specchio del bagno mentre mi lavo i denti.
O che collasso col cellulare in mano appena tocco il letto.
Ecco, scegliete voi l’immagine che vi fa meno impressione. 🙂

4 thoughts on “Cose belle che accadono a Milano (durante il Fashion Camp) ep. 1

  1. Le ore passate con te sono state meravigliose, ma sono volate troppo in fretta! :(Non mi sono neppure accorta che avessi fatto tutte quelle foto al ristorante! 😀 "Coppia ben assortita" non ce l'aveva mai detto nessuno, ma forse è uno dei più bei complimenti mai ricevuti. Grazie per il tempo passato insieme… ci vediamo presto! 😀

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