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2020 – vado verso i 40 (e Mix&Match ne compie 11)

L’anno scorso Mix&Match ha compiuto 10 anni e io, che alle date tonde ci ho sempre tenuto così tanto,  ho ciccato la ricorrenza. Me ne sono ricordata, certo, avevo messo anche un post in bozze, ma poi mentre lo scrivevo ne devono essere successe altre mille e ho perso il filo. Quest’anno stavo per fare la stessa cosa, ci è mancato un pelo: ma mi sono presa un impegno con me stessa e ho deciso che metterò da parte il perfezionismo e, anche se non sono riuscita a pubblicare il post il giorno esatto dell’undicesimo compleanno di Mix&Match, una festicciola gliela dedicherò lo stesso. E allora eccoci qui, a guardare avanti, perché più che di ripercorrere tutti questi anni di parole, immagini, esperienze e nuovi incontri sento il bisogno di starmene un po’ con la testa tra le nuvole, a indovinare cosa succederà nel tempo a venire.

Ho chiuso l’anno usando Instagram in un modo che non avrei mai pensato mi potesse appassionare tanto: ho girato delle stories di auguri e hanno avuto uno sbotto di visualizzazioni, complimenti di ogni tipo e incoraggiamenti. E pensare che ero partita buttando giù degli appunti per scrivere un post in cui scimmiottavo le frasi fatte con cui le persone riassumono il loro anno e i buoni propositi per il successivo. Poi mi sono detta che forse rendeva di più farne dei brevi video, così ho rispolverato quelle due o tre cose che so di teatro e mi sono messa davanti alla videocamera del cellulare. Mi sono divertita da matti. Si sono divertiti da matti coloro che mi hanno vista. Forse lo farò di nuovo, perché osservare gli altri e poi scriverne, e poi “recitarne” senza aspettare che tutto sia perfetto, pronto per uscire allo scoperto, è la chiave per ricominciare a esprimermi e uscire da questo bozzolo che mi sono costruita intorno in questi mesi, o anni.

E qui entra in gioco in tutto il suo splendore la mia parola dell’anno: DARE.

dare

Voce del verbo dare, ma anche del verbo to dare, che in inglese significa osare. Se oso, uscendo di un pelo dalla mia comfort zone, riesco anche a dare qualcosa di più a me stessa e a chi mi circonda. Emergo da un periodo in cui ho cercato di spendermi il meno possibile, convinta che l’unico modo di leccarmi le ferite potesse essere quello di rimanermene in un angolo, isolandomi. Mi sbagliavo. Ho rimesso in piedi un po’ di abitudini sane con le mie amicizie: se inizi, piano piano ritagliarsi un po’ di tempo per bere un caffè con qualcuno, scambiarsi un audio o un’e-mail non sembra più così faticoso. Osare, e non avere paura di dare, di darsi.

Nelle cose che ho in mente per me per il 2020 c’è una gran quantità di ‘sticazzi, una bella montagnetta di glitter: ho avuto tanta paura di uscire dall’ombra, un po’ per non eclissare nessuno, un po’ per paura di non essere all’altezza, ma non è che rimanere al buio aiuterà qualcun altro a brillare, e d’altra parte senza il coraggio di fare quel passo non rischierò mai di sbagliare, giusto, ma non potrò mai pensare di poter splendere.

E allora via, una bella schiarita alla voce e si va.

A settembre compio quarant’anni. Mi merito una bella festa, ma al contrario di quella dei trent’anni, che ho organizzato da sola perché non volevo che nessuno facesse pasticci, questa volta aspetto che qualcuno la organizzi per me. Con molta gente, fiori, palloncini, musica, candele e MOLTISSIME bollicine. Gente, mancano nove mesi. Ce la potete fare 😉

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