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Flow (e non solo): le riviste d’ispirazione internazionali che vi consiglio

Ultimamente, approfittando del fatto che le mie giornate sono un po’ meno frenetiche del solito, posso dedicarmi con più calma a una delle mie attività preferite: la lettura. Libri, naturalmente, ma anche riviste. Ho smesso di leggere magazine di moda e bellezza da quando ho dovuto fare delle scelte di tempo e di spazio, perché da quando non giro più con i mezzi va sempre a finire che si accumulano su un tavolo finché le tendenze tra le loro pagine sono ormai diventati ricordi, ma questa voce di spesa non è affatto sparita dal mio budget, anzi! Da anni mi sono spostata verso il mondo appassionante delle riviste d’ispirazione, che regalano momenti di riflessione e creatività.

In questo post ho deciso di fare una carrellata sulle mie preferite, belle da vedere e interessanti da leggere, soprattutto che molte di voi, qui, sui social network e offline, mi hanno fatto domande specifiche sul mitico Flow Magazine.
Qui le vedete immortalate in relax sul divano di casa mia: come nelle migliori barzellette sono una francese (Les Confettis), due tedesche (Happinez e Ma vie) e la versione internazionale di una rivista olandese (Flow, appunto).

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Iniziamo proprio con Flow Magazine: “a magazine that takes its time” è il claim della rivista, che richiede tempo per essere gustata a dovere. Sette anni fa è stata fondata da Astrid e Irene come un contenitore di idee positive, riflessioni, belle illustrazioni, texture varie e piccoli sfizi di carta come bigliettini, buste, cartoline, fogli su cui scrivere o con cui incartare piccoli regali, poster, mini block notes e banner da assemblare. Quello che non è già pronto richiede pochi colpi di forbice e un punto di spillatrice o un goccio di colla, uno spago e poco più. Poi entra in gioco la creatività del singolo.

Quando me la sono trovata per le mani la prima volta, ho pensato che questa rivista fosse la versione adulta del mio amato Cioè, che mi ha accompagnata dalle medie fino al biennio delle superiori con le sue copertine adesive e i poster dei cantanti e degli attori. Ma, memore del fatto che a 27 anni mi sono dovuta disfare di una scatola con tutti gli adesivi che non avevo avuto il coraggio di usare a tempo debito, mi sono ripromessa che non mi sarei limitata a collezionare questi piccoli gadget, bensì li avrei usati a ogni occasione utile per abbellire i miei pacchetti e la mia vita quotidiana. Ed è quello che sto facendo.

Ogni 3 mesi esce un nuovo numero di circa 130 pagine, con gli articoli divisi in 4 rubriche: Feel Connected, Live Mindfully, Spoil Yourself, Simplify Your Life. Le mie preferite, Live Mindfully e Simplify Your Life, le prendo come brani da studiare, spunti per la mia vita e il mio benessere, mi trovo spesso a sottolinearli e a condividerne i contenuti con M. o col nostro amico G., esperto di Mindfulness e mio guru nella ricerca di uno slow living intelligente.

Flow Magazine ha anche dato vita a un mondo circostante di uscite speciali e di gadget che si acquistano a parte e che danno dipendenza: i famigerati Flow for Paper Lovers, volumazzi pieni fino all’orlo di cosucce da ritagliare, incollare, annodare e chi più ne ha più ne metta, le riviste sulla Mindfulness, gli albi da colorare, calendari, quaderni, agende e quant’altro di bello, colorato e rasserenante vi possa venire in mente.

Certo, non è un acquisto economico (un numero costa 12.95€, e poi ci sono le spese di spedizione via corriere, che non si azzerano in base all’importo, ma aumentano in base al peso del plico), ma secondo me ne vale la pena. Leggo dal loro sito che in qualche edicola di Roma, Milano e Bologna si trova, ma non ho indirizzi certi da riferirvi. Gli aeroporti potrebbero riservarvi qualche bella sorpresa!
In attesa di decidere se lanciarvi o meno nell’acquisto potete seguire il sito, che è pieno di spunti di lettura interessanti e può servirvi a entrare nel mood.
Se non siete a vostro agio con l’inglese sappiate che esiste una campagna sui social network, chiamata #flowinitaliano, ma ancora non ci sono risultati, quindi nel frattempo potreste provare a usare questa lettura come un modo piacevole di approcciarvi a questa lingua perché, ve lo dico da insegnante, quando ci si diverte si impara meglio e più in fretta. In più, se quest’estate fate un salto in Francia o in Germania magari potete approfittare dell’edizione francese o tedesca, che costano 7,50€. Non so che differenza ci sia tra le quattro edizioni in commercio (olandese-francese-tedesca-internazionale in inglese), se ci siano 4 diverse redazioni o se le “figlie” siano tutte traduzioni dall’olandese, anche se a giudicare dalle vetrine dell’e-commerce sarei più portata a pensare a qualche differenza tra le edizioni, altrimenti non si spiegherebbero le copertine diverse. Federica, forse tu dalla Svizzera sai darci info più precise?

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Ma se ci spostiamo fuori dall’universo Flow, cosa troviamo? I miei viaggi in Germania mi hanno dato delle belle soddisfazioni. Ho scoperto la versione tedesca di un’altra bella rivista olandese, Happinez, più incentrata su spiritualità, ritualità, yoga e meditazione, e dove non mancano approfondimenti di taglio psicologico e medico. Le foto sono molto belle, la grafica è piacevole e ci sono anche quattro cartoline con frasi inspiring a ogni numero, anche se, dal punto di vista sensoriale, la lettura è meno goduriosa rispetto a Flow perché qui la carta è la classica patinata da settimanale; d’altra parte, anche il prezzo è molto più contenuto (5,90€) e ci si può accontentare. Mentre visitavo i siti per la stesura di questo post ho appreso che esiste una versione internazionale della rivista, che sottotitola “Positive, wise and loving life“.

Di nuovo: la versione internazionale costa quasi il doppio rispetto a quella nazionale (9,95€), quindi se vi interessano questi argomenti e ve la cavate col tedesco vi direi di propendere per questa lingua (io ho bisogno di allargare il mio vocabolario, che in tanti anni di insegnamento della lingua a livelli medio-bassi ha smesso di crescere, e quindi insisto con questa versione)

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Ma vie, che sono abbastanza sicura esista solo in versione tedesca, si riavvicina a Flow già dal sottotitolo – Die Kunst, sich Zeit zu nehmen (L’arte di prendersi tempo) – e dalla grafica del sito e dell’interno della rivista, ma senza dare l’impressione di una scimmiottatura.
Le sezioni possono essere tradotte come Amore per i Dettagli, Vivere Consapevolmente, Nuove Prospettive, Il Piacere di Creare e Sentire la Natura. Come in Happinez sono le foto a farla da padrone, ma qui le illustrazioni hanno un ruolo ben definito e sono ben amalgamate con i testi e i titoli. Ci sono cartoline e della carta decorata da staccare e usare a piacimento, costa 5,95€ in Germania.

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Infine, cotta dell’ultimo anno: Les Confettis. L’ho scoperta su Instagram due anni fa e il claim “inspirations et aspirations féminines” mi ha intrigata da subito, insieme al formato (praticamente un A5) e la grafica super pulita. “Ma dai, Ire, diamola una rinfrescata al francese, che è solo dal 1999 che non lo usi” is the new #èperlavoro (nota a margine: quando ho acquistato il primo numero ho scritto un’email di complimenti alla redazione sforzandomi di scrivere in francese e spiegando il mio intento auto-didattico, e loro mi hanno risposto con moltissimo entusiasmo e altrettanta dolcezza).
Qui siamo al cospetto della versione più interessante di una rivista femminile alla quale possa pensare in questo momento: le rubriche sono l’acrostico di CONFETTIS (Culture, Originalité, Network, Famille, Enterprise, Tendance, Temps, Invitations, Société) e si sfiorano le 200 pagine, tra interviste, belle foto e un odore di carta irresistibile.
Un numero costa 16€, ma fino al 31 agosto le spese di spedizione sono gratuite. Donne avvisate…

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Ma sei abbonata a tutte queste riviste? No, l’unico abbonamento che rinnovo regolarmente è quello a Flow, anche farei carte false per abbonarmi a Ma Vie o a Happinez in tedesco, per i motivi di cui parlavamo sopra. Adesso sto pensando di abbonarmi a Les Confettis, ma vediamo cosa scoprirò in Inghilterra tra qualche giorno: se torno a casa col budget-riviste sforato mi sa che rinuncio 😉

E voi, cosa leggete? Fedeli alle classiche riviste con cui tutte siamo cresciute o avete preso anche voi una deriva più spiritual/creativa? Avete qualche bella lettura da consigliarmi? Fatevi sotto! :*

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2 risposte a "Flow (e non solo): le riviste d’ispirazione internazionali che vi consiglio"

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