Fashion

Understatement is not for everybody – Anna Dello Russo per H&M – i pezzi e i prezzi

La signora Dello Russo, si sa, o piace o non piace. 
Ma non si può dire che sbagli mai un passo, pur inerpicata su quei gran tacchi su cui non solo incede con sicurezza verso i front row di tutto il mondo, ma su cui ultimamente si dimena come se fosse LadyGaga.
Più virale del Pulcino Pio, ha invaso la rete col suo inno a una doccia del tutto speciale, una vera e propria Fashion Shower:
Che io ricordi prima d’ora nessuna campagna delle altre collaborazioni blasonate di H&M era mai stata così vivace. 
Tanto vivace da aver bisogno quasi di un parental advisory, tipo: Please don’t try this at home
O almeno, con cautela.
Perché per dimenarsi su quei tacchi ci vuole un patentino Twelve cum laude, per seguire i diktat di ADR ci vuole una certa spigliatezza (se siete tipe da Nero Armani potete iniziare per gradi, e se lavorate dietro uno sportello di banca o delle Poste Italiane andateci piano), e per sfoggiare quella pronuncia à la Malgioglio ci vuole tutta la grinta che a Sora Anna di sicuro non manca. 
Ma chi se ne frega della pronuncia, direte voi, ADR mica fa la profe di inglese nella vita, no?
E infatti.
Lei dirige Vogue Japan e detta le tendenze. 
E ha creato una collezione che più supercafona non si può, piena di luccichii e pietre supercolorate e animali maliardi. 
Che getterà nello scompiglio svariati H&M di tutto il mondo, il 4 ottobre prossimo venturo. 
Non oso immaginare cosa succederà.

Io, nel dubbio, sarò nascosta tra gli stand di MilanoSposi, quel giorno, ché la folla mi spiazza e quando il mio amato Bernino mi ha trascinata per negozi il primo giorno di saldi a Milano ho fatto il pieno per tutto l’anno, mi sa. 
Però, se avessi modo di arraffare qualcosa, credo opterei -se dal vivo non sembrassero troppo dei giocattoli da busta a sorpresa per avere il prezzo che hanno- per il braccialetto n. 08, che mi ricorda tanto nonna Nena, la nonna della mia amica Benedetta, che nell’ingresso aveva una statua gigante a forma di tigre che reggeva tra le fauci tutti i fili di perle della corpulenta signora, le collane n. 16 e 17, ché lo smeraldo tira che è una meraviglia, vero BaiLing? e alla catenona possiamo sempre dare una chance, il bracciale n. 22, perché da brava Juventina alla zebra non si dice mai di no, il beauty case n. 37, perché effettivamente è l’accessorio che mi farebbe più comodo di tutti, e dai, mettiamoci i tronchetti dorati n. 38, che pur essendo troppo cari per essere un paio di scarpe H&M, sono pur sempre più dignitosi delle ballerine dorate. 
Un paio di ballerine? 
ARE YOU EFFING SERIOUS? 
Dopo che ci hai detto che la moda non è comoda? 
Dopo che hai rischiato entrambe le tue celeberrime rotule sfidando i red carpet di tutto il mondo su una sfilza di stiletto heels che farebbe invidia a Imelda Marcos? 
No, Anna, questa non ce la puoi dare a bere. Le ballerine no, non le hai pensate tu. 
O sei talmente un genio del marketing che ti è venuto in mente di iniziare il contagio anche dalle principianti del tacco. Allora in tal caso ti stringo la mano. Sei troppo virale, sorella.
Però quegli occhiali no, non ce la posso fare. 
Se stanno così male a te, figuriamoci come potrebbero stare male a me. Passo, e vado a investire ciò che ho risparmiato su un paio di Tom Ford, che sembra lavori esclusivamente per le donne con la forma del viso come la mia. E’ uno sporco lavoro, ma qualcuno dovrà pur farlo.
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