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The Ultimate Day Out_l’outfit vincitore al Fashion Camp

E’ passato già un po’ di tempo dalla mia seconda visita al Designer Outlet di Barberino e, dopo aver fatto lo slalom tra maltempo, mancanza di un fotografo che mi immortalasse, bronchite e impegni vari, riesco finalmente a farvi vedere i miei acquisti dello scorso 24 maggio. 
Quale miglior occasione per inaugurare i due outfit che avevo creato 
(il vestito n. 2 e n. 3 erano pari e avevo deciso di trovare accessori che andassero bene per entrambi) 
se non quella del Fashion Camp
Avevo programmato di indossare l’abito n. 2 per la giornata del venerdì, e il n. 3 per il sabato. 
Alla fine della giornata del venerdì, quando ormai ero senza voce e avevo tenuto il mio (terrificante) speech, mi sono messa alle calcagna della disponibilissima Laura Caldarella, che armata di Canon era venuta a seguire lo speech della sua amica Eugenia, e da lei mi sono fatta immortalare nella cornice della Fabbrica del Vapore addobbata a festa per il camp più colorato dell’anno.
Come vi avevo detto, inizialmente avevo intenzione di concentrarmi su accessori rossi ma poi, per amore del pezzo che avevo desiderato più di tutti, e che avevo trovato in bianco, ho riorganizzato il mio piano. 
Ed eccolo il mio pezzo del cuore: la borsa Blugirl. 
Apparentemente algida e delicata, si è rivelata una compagna di viaggio instancabile: agenda, Canon, cellulare, caricabatterie, trousse, ombrello, regalini da distribuire e regalini ricevuti: ha retto peso, urti e scrosci di pioggia. Si è solo un po’ sporcata, ma l’ho trattata con un po’ di cotone e latte detergente ed è già tornata come nuova.

Dov’è finito il rossetto? Dov’è finito il sorriso?
Eh, non lo so. 
Però essere riuscita a far rientrare nel mio budget anche questo paio di occhiali da sole mi ha fatto sentire la dea dello shopping, sul serio. Ero entrata da D&G dicendomi: “Do solo un’occhiata, prendo qualche spunto, tanto non ci sarà mai niente che possa rientrare nel budget senza bruciarmelo in un colpo solo”. 
In effetti qualcosa c’era. E da lì il rosso è tornato nei miei piani, anche con l’aiuto di una commessa che mi ha dato qualche suggerimento su come aggiungere altri tocchi di rosso qua e là. Just wonderful.

Un accessorio apparentemente “in più”, ma utile a dare un tocco vivace all’insieme e, all’occorrenza, a ripararmi la gola martoriata: un foulard di pura seta pronto a lasciarsi stropicciare, annodare intorno al manico della borsa e riannodare intorno al collo. 
E loro, loro. 
Le scarpe da signorina per bene che mi servivano proprio. Roberto Della Croce è un genio, passa dalle zeppe hippie che avete visto nel post precedente, a questi manufatti di bon ton. Tacco non troppo alto, punta arrotondata, pellame morbidissimo. Dopo 10 ore in piedi avevo solo i mignolini un po’ in crisi, ma niente che non mi sarebbe successo lo stesso anche con un paio di Birkenstock, e che non potesse essere risolto con due cerottini strategici. 
Mi sono sentita a mio agio, comoda ma non anonima… e non vi dico la gioia quando Nadeshiko mi ha riconosciuta da lontano dal vestito e altre ragazze con cui ho parlato mi hanno detto che ricordavano di aver visto il vestito sul blog. 
Io sono una che, un po’ per mancanza di spazio, un po’ per mancanza di fondi, non compra tutto quello che le piace. Mi piacciono molte cose, certo, ma naturalmente non le possiedo tutte e, anche se un giorno dovessi avere una mega-villa e un portafogli senza fondo, credo che mi concederei qualche sfizio in più ma di sicuro non mi seppellirei tra i capi d’abbigliamento. Mi piace troppo affezionarmi a quello che indosso, riconoscermici e sentirmici a casa. Come un tatuaggio, come un guscio. 
E’ per questo che è una festa quando indosso qualcosa di nuovo: è un piacere staccare l’etichetta e trovare gli abbinamenti adatti, e quando si è trattato di trovare un abbinamento che andasse bene per due vestiti, è stata una sfida in cui mi sono gettata senza pensarci due volte! 
Sabato 9 mi vedevo proprio a condurre il mio workshop con l’abito n. 3 e i begli accessori che avevo rinnovato il giorno prima, ma mi sono svegliata con una tosse che mi squassava il petto ed esigeva un abito più accollato, e il maltempo che esigeva scarpe chiuse. E allora il bel vestito di Polo Ralph Lauren che dovevo ancora rinnovare è rimasto ad aspettarmi insieme alle scarpe e agli occhiali da sole, ma la borsa Blugirl e il foulard Coccinelle mi hanno seguita per il secondo giorno di Fashion Camp.

Ditemi, però, se non avevo ragione: per quanto i due abiti abbiano due stili diversi, condividono uno spirito giocoso che fa sì che possano anche spartirsi gli stessi accessori! 

Ringraziamenti: 
lo staff Designer Outlet di Barberino
Silvia, che ha avuto tanta pazienza con me
Laura Caldarella, autrice delle foto scattate al Fashion Camp (@lasagitta su Flickr e anche su Twitter)
tutte voi che avete votato, commentato e suggerito

E se vi siete perse i post delle ragazze impegnate nella mia stessa impresa nei Designer Outlet La Reggia e Veneto, li trovate qui: The Fashion Twice e The Chili Cool
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10 thoughts on “The Ultimate Day Out_l’outfit vincitore al Fashion Camp

  1. Che brava, come sei organizzata! Io invece non sapevo cosa mettermi fino a dieci minuti prima di partire (e infatti piu' casual non si poteva :D)Le tue scarpe sono meraviglioooose 🙂 Ecco, adesso me le cerco anch'io!Un bacione cara!Ale

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  2. la borsa è bellissima, ho cercato di prendertela con nonchalance mentre scendevi dalla macchina, ma non c'è stato verso :Pcomunque il vestitino frufru lo voglio cercare pure io, mi piace un sacco!anche quello a righe in verità, però temo troppo l'effetto allarghescion!

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  3. Eheh, essendo partita per Milano giovedì pomeriggio (e dovendo lavorare giovedì mattina) mi sono dovuta organizzare per tempo per forza di cose… e ti dirò, l'idea di avere questo outfit da mostrare mi ha facilitato molto la vita e la valigia! :DTi vedo moltissimo con un modello di scarpe come questo, fammi sapere se le acquisti, poi! Bacioni!! :*

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  4. Ah, ho capito, non era banale gentilezza la tua, era un tentativo di scippo! 😀 Per il vestito a righe l'unica cosa da fare è provarlo: ha un tessuto molto sostenuto che non fascia, e quindi cade giù senza sottolineare troppo ciò che c'è "di troppo". Certo, come vedi dalle foto non lo maschera neanche (sarebbe un miracolo, non un vestito!), ma tutto sta a vederselo addosso! :*

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