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Il restyling della scrivania – atto 1°

Care mie, stamani voglio esordire con un quiz: sapete cosa fa un’insegnante appena finiscono scrutini ed esami? Esattamente ciò che fanno gli alunni: mette via agende, libri, blocchi con gli appunti per le lezioni, programmi, e tutto ciò che le possa ricordare gli impegni scolastici degli ultimi mesi 🙂

E no, la gioia per la scuola che finisce non è sintomo di poco amore per il nostro mestiere, come una tizia incrociata su un forum anni fa volle concludere inserendosi a gamba tesa in una discussione in cui io e altre colleghe ci lasciavamo andare alla soddisfazione per essere sopravvissute a un altro anno scolastico: se tutti coloro che lavorano accolgono con piacere le ferie, cosa vi fa pensare che gli insegnanti – generalmente mal pagati, e che oltretutto passano quasi più ore a lavorare da casa che in classe – siano animati da un tale tasso di santità masochistica che le rende capaci di accogliere le vacanze come se fossero un lutto?

Se poi ci mettete che quest’anno sono stata insegnante E studentessa, che la scorsa estate l’ho passata al lavoro E sui libri, capirete che io l’estate quest’anno la aspettavo letteralmente IN GLORIA. E quindi: via il passato, vai col restyling dello studio. Partendo dalla scrivania, che già negli ultimi mesi si è arricchita di elementi interessanti. Ora la mia scrivania è spaventosa, quindi non sono ancora pronta per mostrarvela, ma vi faccio vedere qualche acquisto delle ultime settimane così vi faccio anche una mini-recensione dei negozi da cui provengono.

Pronte? Let’s go!

Iniziamo con Jo&Judy, uno shop tedesco che seguo maniacalmente su Instagram ma da cui non avevo il coraggio di acquistare per non dover scegliere tra pagare 9,50€ di spese di spedizione o effettuare un ordine da 75€ per abbattere i costi. Eppure avevo una wish list infinita, e aprivo ogni newsletter sapendo che prima o poi il richiamo di tanti bellissimi articoli (molti dei quali rosa, oro, oro rosa e verdi con la fogliona che tutti vogliono e di cui io non mi ricordo mai il nome, e con scritte motivational dal font calligrafico) mi avrebbe fregata. Per sempre.

E un giorno di fine maggio è successo: mi è arrivata un’email che comunicava che per quel weekend le spese di spedizione sarebbero state abbattute per tutti gli ordini a partire da 35€. Cosa sono 35€ di spesa per una che è abituata a lottare con la soglia delle 50€ sull’ecommerce di Clarins e 60€ su quello di Sephora (accidenti alle vostre stirpi, accidenti)? Infatti ci sono arrivata senza quasi accorgermene (accidenti a me, accidenti). E quando nel giro di pochissimi giorni il corriere ha suonato alla porta, io sono rimasta anche un pochino interdetta, come quando nei film incontrano una persona conosciuta in chat e viene la tentazione di scappare un attimo prima dell’appuntamento per paura di rimanere delusi. Quindi mi sono presa un po’ di tempo, ho documentato il modo impeccabile in cui ogni singolo articolo era incartato (la superficie dove c’è scritto “design the life you love” è la scatola in cui era inserito il tutto, e dove della carta extra posizionata ad hoc evitava lo sballonzolamento degli articoli) e, senza neanche farmi tentare dall’idea di girare delle Instagram stories di unboxing, che temevo mi avrebbero fatta precipitare nel ridicolo vista la mia manifesta incapacità nel girare un video mentre sto facendo qualcosa con l’altra mano, ho iniziato a spacchettare con la gioia che solo un  Babbo Natale MOLTO attento ti sa garantire

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Ed ecco qua, il mio tesoro:

  • alla base, il pad da scrivania con foglione, oro rosa e verde menta. Una di quelle cose che ho voluto tantissimo negli ultimi anni, ma che mi sono sempre trattenuta dall’acquistare, prima perché mi sembrava un acquisto superfluo in sé, e poi perché ho iniziato a usare, allo stesso scopo, il retro dei calendari Avis degli anni passati, che ho sempre conservato in virtù della grande superficie bianca che mi offrivano. Dovete sapere (o devo ricordarvelo) che io sono una maniaca del recupero della carta, e che in casa nostra nessun foglio viene gettato se non è stato scritto su entrambi i lati, quindi sulla mia scrivania crescono pile di A4 riuniti in blocchi casalinghi, che poi accolgono tutti i miei braistorming. Ma la soddisfazione che dà un foglio di superficie superiore, non si può paragonare a quello di un A4, no way. Quindi adesso si passa a questo, anche se non ho ancora smaltito tutti i vecchi calendari, perché ogni tanto cambiare è gratificante, e non muore nessuno se i calendari tornano in un cassetto per un po’
  • altre foglie: il libretto con una serie di post-it e foglietti sottoforma di to do list, memo e segnalibri. Se contiamo che con quello che ho comprato ad Anversa un po’ di anni fa e quello che mi ha regalato Chiara per la laurea fanno 3 (certo, mica tutti uguali! Tutti indispensabilmente diversi) credo che la situazione per questo genere di articolo mi stia scappando un pochino di mano, ma vado avanti spallucciando, e pensando che tanto ho appena finito i blocchetti di post-it che ho comprato l’anno della maturità, quindi tanto vale rimpinguare un po’ la scorta, no?
  • clip rose gold – per tenere insieme i blocchi di carta da riciclare, ovvio. Pensate che non avessi un alibi anche per questa voce dell’elenco?
  • cartolina “she designed the life she loved”, perché mi piaceva ed era anche a metà prezzo. E forse diventerà un biglietto di auguri (ma non sono ancora del tutto convinta che questo accada davvero)
  • e infine, un acquisto che è anche un augurio: il financial planner. Come ho scritto anche su Instagram “in altri momenti della mia vita non l’avrei degnato di uno sguardo, ma adesso sento di volermi impegnare di brutto, e con un quaderno dorato sento di potercela fare”. In pratica, ho capito che non c’è nessun motivo per non trattare il denaro come una cosa concreta, pratica e fondamentale al pari del cibo che metto in tavola, le ore di sonno che dormo, gli impegni che prendo. Mi rendo conto di non essere la sola ad aver rimandato di prendere in mano la situazione per troppo tempo, ma adesso è il momento di farlo, dopo che persone come Giada Carta mi hanno ispirata da lontano con post come questo e persone come M. mi sono state alle calcagna in modo concreto (e dovevo ancora finire nel gallinaio del 9Muse!)
  • la cartolina “happy girls are the prettiest” conteneva i saluti della ditta, oltre a una grande verità

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E ora, eccoci alla novità più bella dell’estate! Pencil Panda, nato dalla bella testolina di Laura del blog The Old Pink Room (che qui narra la genesi del suo progetto) e di suo fratello. Il 2 giugno questa cartopazza del mio cuor ha lanciato lo shop, dando la stura a tutte le mie segrete bramosie. Pure quella di possedere una bottiglia riempibile con un lama sopra.

Qui le spese sono di 4,90€ per ogni ordine, e l’ordine minimo è di 15€. Ripetete con me: 15€ si raggiungono con niente. Se contate che ora sono arrivate anche delle nuove referenze in negozio, vi dovranno intimare di allontanarvi dallo schermo con le mani bene in vista, vi avverto.

E poi quando arriverà il pacchetto squittirete, vi avverto anche di questo. Perché sarà tutto incartato con carta e washi tape e adevisi pucciosissimi, e farà capolino il mega panda munito di matita con dietro le parole dolcione di Laura, e che fai, non ti sciogli? ♥

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Unboxing time, via veloci, ché lo so che non resistete:

  • bottiglia Lima il Lama – l’ho aggiunta solo perché poteva essere l’unica cosa davvero indispensabile per me, nota trafficante di bottiglie da mezzo litro che poi a un certo punto puzzano come acquitrini, ma senza lo slancio di passione che avrei avuto per qualcosa di meno pratico e più decorativo. Invece ora più la guardo e più amo questo lama. Tanto da chiedermi se potrò portarmela dietro (chiaramente vuota) quando vado a Londra. Amiche hostess, se volete darmi lumi io sono tutta orecchie. Nel dubbio, non me la sento di rischiare il sequestro, mi spezzerebbe il cuore
  • quaderno Jungle. Foglie ne abbiamo? Ha le pagine bianche. Dopo anni di diffidenza in tutte le superfici che non mi assicurassero un punto di riferimento sicuro per la scrittura (meglio righe che quadretti), negli ultimi anni mi sono aperta anche alla pagina bianca. Come mettere finalmente le ali
  • set di post it cactus – e i cactus non sono neanche la mia icona preferita del momento. Per dire, non quanto gli ananas o le foglione, ecco. Ma questi mi hanno fatta capitolare all’istante. Che credo che la situazione mi stia sfuggendo di mano l’ho già detto, vero?
  • set di matite bianche e nere – non so chi mi abbia dato la forza di resistere a quelle con i giorni della settimana. Forse il fatto che nel mio portaoggetti con dentro altre due scatole di matite rosa chiaro/rosa fuxia e completamente bianche col cuoricino oro stavano meglio questi motivi? Probabilmente. Non che la cosa renda la situazione meno grave, intendiamoci
  • i quattro pandini adesivi non sono in vendita e a maggior ragione non voglio usarli finché non avrò un posto superbello dove attaccarli. Per ora mi guardano dalla mensola 🙂

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Insomma, se pensavate di essere le sole nel tunnel della cartoleria, ecco, spero che vi sentiate meno sole. Male che vada, sentiamoci per dividere le spese del prossimo ordine ♥

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2 risposte a "Il restyling della scrivania – atto 1°"

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