L'angolo dei libri · Progetto Nero su Bianco

Estate, finalmente si legge!

Mai come nello scorso anno scolastico ho dovuto rinunciare alla lettura tanto a lungo: oltre a non avere neanche un momento libero durante la settimana, di sabato e domenica mi sono trovata così spesso dietro a compiti da correggere, testi per aggiornarmi e relazioni da compilare che nel tempo restante non avevo la forza fisica e mentale di aprire un libro, così per distrarmi attraverso una storia ho dovuto optare per dosi massicce di serie tv (a volte non riuscivo neanche a rimanere sveglia per un film intero, mentre un episodio da 40/50 minuti ha una durata accettabile per i miei poveri neuroni stanchi…). MA aspettavo giugno in gloria per staccare un po’ e ricominciare col mio amore più grande e più antico, la lettura.

E quest’anno, udite udite, dopo 5 anni di ininterrotta passione per il Kindle e i libri digitali, la mia reading list è solo e soltanto cartacea. Un caso, di sicuro, ma questo mi consente di poter immortalare i testi con cui mi diletterò finché non ricomincia la scuola: IMG_20170718_144846

Dal basso verso l’altro:

  • Flow n. 19: in realtà ho anche 3 arretrati da leggere, ma questo numero è arrivato giusto la scorsa settimana e si è imemdiatamente andato a posare con eleganza sul mio comodino. Se non la conoscete, Flow è una rivista che indaga i piccoli piaceri della vita e il grande miracolo della creatività attraverso strumenti potentissimi come la mindfulness e il lavoro manuale. Illustrazioni deliziose e piccoli gadget di carta come bigliettini, notes e segnalibri fanno da contorno ad articoli di vario argomento, scritti con parole che fanno l’effetto di carezze. Si trova in olandese, tedesco e francese, ma l’edizione internazionale è in inglese e se non siete esattamente ferrate approfittatene per esercitarvi in modo piacevole: c’è stata una campagna da parte di un gruppetto di lettrici per avere un’edizione italiana, ma non ci farei troppo la bocca.
  • Le Sfide di Babele – Insegnare le lingue nelle società complesse (P.E. Balboni, Utet): ma te non eri in vacanza? No. Il fatto che la scuola sia chiusa non vuol dire che la mia azienda sia chiusa, e comunque le insegnanti che si fanno 3 mesi di ferie pagate scordatevele perché sono in via d’estinzione, al massimo esistono quelle che prendono la disoccupazione o cercano un lavoro stagionale. Io comunque vado avanti a insegnare anche d’estate, e ad aggiornarmi, soprattutto per la questione dell’insegnamento dell’italiano agli stranieri. Glottodidattica non è una brutta parola, vuol dire insegnamento delle lingue, e ha a che fare con il funzionamento del cervello, con la cultura, la sensibilità e le facoltà di chi riceve un insegnamento e di chi lo offre, ha a che fare con la società e i singoli parlanti. In breve, è un viaggio bellissimo e appassionante al quale credo proprio di aver consacrato la mia vita già da diversi anni
  • Umami (L. Jufresa, SUR): questo libro l’ho vinto. Al Salone del Libro di Torino, lo scorso maggio: allo stand di Scuola del Libro le loro brochure annunciavano la presenza di un refuso tra i testi che descrivevano i vari corsi dell’organizzazione. Chi lo avesse trovato e lo avesse indicato ai responsabili avrebbe ricevuto un omaggio. Mentre ero in fila per l’evento di Stephen King ho azionato i miei superpoteri da correttrice di bozze e l’ho individuato, così il giorno dopo mi sono presentata allo stand tutta baldanzosa pronta a incassare un segnalibro, un quadernino o al massimo una shopper con il nome della scuola. E INVECE udite udite, il premio era un libro. Uno a scelta, in tutto lo stand. Avete presente il panico che può prendere quando qualcuno ti dice: “Scegli quello che vuoi”? Alla fine l’ha spuntata Laia Ufresna, il suo esordio da romanziera (prima si era cimentata unicamente col racconto), la promessa di una storia ambientata a Città del Messico che intreccia i destini di personaggi a loro modo singolari. La traduzione italiana è di Giulia Zavagna
  • La Grande Cecità – il cambiamento climatico e l’impensabile (A. Gosh, Neri Pozza): anche questo testo arriva dal Salone del Libro, dove ho assistito a un’interessante lectio magistralis da parte dell’autore; è la prima volta che leggo il Gosh saggista, ma sono curiosa di leggere il suo pensiero in merito alla reazione di cultura e letteratura ai cambiamenti climatici sempre più evidenti in molte parti del mondo. La traduzione italiana è di Anna Nadotti, che è stata anche una mia insegnante e alla quale devo la scoperta dei romanzi di Gosh
  • Medusa (L. Bernardi, Tunuè): un altro esordio letterario, stavolta italiano. Luca Bernardi è nato a Bolzano nel 1991 e sulla sua strada ha incontrato Vanni Santoni che, in veste di editor Tunuè, ha riconosciuto le potenzialità della sua scrittura, in primis del personaggio principale che spiccava per originalità e non era, come purtroppo si rileva troppo spesso negli esordienti, un mero, sbiadito alter ego dell’autore. Poi è successo che io ho incontrato Vanni Santoni a Roma durante un corso, l’ho sentito parlare di questa storia in cui un omicidio del passato torna a galla e le molte fissazioni del protagonista non bastano a tenerlo al sicuro dai propri fantasmi, e ho deciso di leggere questo romanzo
  • Scheletri (S. King, Sperling&Kupfer): non è estate se non c’è Stephen King a farmi venire i brividi, e poi devo ammettere che leggere i racconti del mio beniamino è piacevole esattamente quanto leggere i suoi romanzi. Di questo sono già a più di metà, quindi mi posso anche sbilanciare un po’: ci sono dei racconti che sono dei veri gioielli (i traduttori sono vari quindi non li elencherò tutti, ma sì, c’è anche lo storico Tullio Dobner). La Nebbia è il racconto più lungo, apre la raccolta e detta il passo, con una nebbia strisciante che si impadronisce della città dopo un tornado estivo. La Scimmia scoperchia la paura per l’inanimato, con una delle meglio riuscite descrizioni di rapporto tra padre e figlio di cui io abbia memoria, La scorciatoria della signora Todd sembra più una favola che un racconto horror, con creature fantastiche, a volte minacciose, certo, ma soprattutto la figura della signora Todd come un essere quasi mitologico, Il Viaggio che fa un’incursione nella fantascienza, con i viaggi su Marte e il teletrasporto, La Zattera (da non leggere se avete paura di nuotare in luoghi dove non si vede il fondale) e quello che mi ha fatto commuovere giusto stamattina: Il word processor degli dei. In Stephen King io ci trovo sempre tutto quello di cui ho bisogno, è inutile girarci tanto intorno: è così da tanti anni e non credo smetterà mai di stupirmi, spaventarmi, coccolarmi e stimolarmi le sinapsi
  • Filosofia del Camminare (D. Demetrio, Raffaello Cortina Editore): lo scorso autunno camminavo in centro a Torino e sono entrata in una libreria per cercare delle riviste letterarie: è risultato che le riviste letterarie erano l’unico articolo che non avevano, ma in compenso c’era qualsiasi altro testo che potessi desiderare. “Scelga pure con calma,” mi ha rassicurata il libraio. “Oppure si faccia scegliere”. Ho accettato la sfida. Ho girato in lungo e in largo tra gli scaffali pieni di titoli anche rari, ho esaminato copertine e biografie, annusato e assaggiato. Poi mi è capitato in mano questo testo, e ho capito che era il testo giusto al momento giusto: una riflessione sulla storia del pensiero in cammino, e sul piacere del camminare meditabondo. Il libraio ha sorriso quando sono andata alla cassa, senza aggiungere altro. La libreria è La Bussola, in via Po. Ci tornerò, prometto.
  • Effe – Periodico di Altre Narratività n. 7: è la rivista cartacea di Flanerì, esce ogni sei mesi e io ho iniziato a comprarla solo dal numero 6. Però qui c’è una specie di riassunto delle puntate precedenti e ho l’impressione che questo fosse il numero che non avrei potuto perdermi per niente al mondo: qui i traduttori sono al centro del progetto, perché gli 8 racconti pubblicati sono inediti in Italia e sono stati scelti in collaborazione con i rispettivi traduttori. Piccola scoperta/gioia per topi di biblioteca: Anatomia di un racconto di Fernanda Trías (Uruguay) è tradotto dalla stessa Giulia Zavagna che ha tradutto Umami. Era destino. Ogni racconto è accompagnato da altrettante illustrazioni, e il formato della rivista è solido e compatto, rassicurante. Non vedo l’ora di cimentarmi
  • Women Who Run with the Wolves (C. P. Estés, Ballantine Books): il primo libro che io abbia mai acquistato in inglese. Era il 1995 e lo mollai dopo poche pagine, perché era una lettura troppo complessa per una quindicenne, sia dal punto di vista della lingua (studiavo inglese da 3 mesi) che da quello del contenuto. Non me ne sono sbarazzata, un po’ perché mi sbarazzo di un libro solo se è veramente tremendo, un po’ perché ho sempre sentito che quello potesse essere un testo a cui fare ritorno il giorno in cui fossi pronta a correre coi lupi. In questi anni Ilaria Ruggeri ha riportato a galla questa curiosità, ed eccomi qui.

E poi ci sarebbe la curiosità di leggere almeno il vincitore, se non addirittura la cinquina, dello Strega (Lizavetha, poi mi devi dire eh! ^.^), ma non so se riuscirò davvero a leggere tutti questi libri da qui alla fine dell’estate, perché oltre a lavorare, leggere e abbronzarmi ho intenzione di passeggiare, sguazzare, andare per aperitivi, ascoltare musica dal vivo, organizzare delle grigliate nel nostro giardino, assistere a presentazioni e degustazioni, e non ultimo passare 10 giorni in Germania alla fine di agosto (è per questo che la guida Mondadori troneggia sul lato sinistro della foto), ma tornare a leggere è un regalo che mi faccio e voglio festeggiarlo alla grande, con grandi aspettative. Poi vedremo cosa sarò riuscita a combinare da qui a settembre. E voi, che programmi avete per l’estate? Romanzi, racconti, saggi, graphic novel, manga? Fatemi sapere, chissà che non riusciamo a scambiarci qualche titolo?

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