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"Sulle Orme di Quo Vadis" News

Oggi ho avuto qualche problema di connessione e quindi il nostro secondo appuntamento con Quo Vadis arriva in ritardo sulla tabella di marcia. Se vi siete persi la prima puntata e non sapete cosa sia Quo Vadis, potete leggere il post della scorsa settimana o visitare il sito dell’evento o la pagina Facebook.
Ma siccome sono sadica fino a un certo punto, posso intanto anticiparvi che sarà una festa di due giorni (19 – 20 agosto 2011) dedicata alle arti, all’enogastronomia e all’artigianato che coinvolgerà un intero paese, Montecatini Val di Cecina (Pi).
Source: flickr.com via Irene on Pinterest

Oggi vi voglio raccontare com’è nato il nome della manifestazione.
Doveva essere un nome facile da ricordare, vivace, non pretenzioso, che lasciasse intravedere sia la voglia di guardare avanti che il desiderio di non perdere di vista le radici. Poco pretenzioso e breve, possibilmente. Magari originale, per forza di cose che non si confondesse con altri appuntamenti simili o del tutto diversi. Come da tradizione, al momento di fare brainstorming siamo rimasti… senza parole.
Poi abbiamo tirato fuori delle proposte, le abbiamo vagliate ed escluse una a una,
e l’opzione che è rimasta in piedi ha vinto. 
Ma perché ha vinto? 
A cosa vi fa pensare la frase Quo Vadis?
Forse al kolossal della Metro-Goldwin-Mayer? Fuochino! Perché sullo sfondo di questa storia c’è l’impero di Nerone e la persecuzione dei Cristiani. La leggenda vuole che San Pietro, mentre si nascondeva, abbia incontrato il Cristo Redentore e gli abbia chiesto “Quo Vadis, domine?”, capendo poi che era il momento di tornare a Roma e accettare il martirio. 
Con la chiesa del “Domine quo vadis” (Santa Maria in Palmis), dunque, Montecatini Val di Cecina ha in comune questa leggenda. E’ proprio nei boschi della Sassa che si trova l’orma di Cristo su una pietra al bordo della strada: un segno del passaggio del nostro Signore o una magnifica suggestione? Ognuno di noi della tribù di Quo Vadis ha un rapporto diverso con la religione e la fede, ma ciò che ci ha trovati concordi al di là delle nostre varie visioni è che non potevamo lasciarci sfuggire il collegamento tra la tradizione del luogo e la netta simbologia dei passi che avanzano verso il futuro. 
E così è nato il logo con i piedini che avete appena visto.
Piedi pronti ad andare ovunque. Sulle orme dell’arte, naturalmente.
E voi, siete pronti a incamminarvi con noi?

Ricordatevi che per gli artisti visivi le iscrizioni scadono il 30 giugno, scriveteci!

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