L'angolo dei libri · Progetto Nero su Bianco

[L’angolo di Nero su Bianco] Ogni dì, vien sera

Avevo programmato il post sui libri che ho letto negli ultimi due mesi, ma poi mi sono seduta davanti al pc e avevo la testa vuota di tutto il resto: c’è un unico libro che mi interessa in questo momento, ed è quello che il mio M. ha appena pubblicato. Si intitola “Ogni dì, vien sera” e stasera lo presentiamo in un luogo magnifico, un giardino incastrato tra le mura del castello di Piombino, che è anche una terrazza sul mare, che è gestito da una cooperativa sociale fatta di ragazzi svegli e con la voglia di fare, con un bar e delle sedie comode dove passare la serata in compagnia, con le idee e i sogni a portata di mano.

Locandina_ogni dì, vien sera

In questi giorni mi sono sforzata di essere “istituzionale”: ringraziare chi ha dato una mano a M. a portare avanti il suo progetto e a chi ha collaborato con noi per l’organizzazione dell’evento, informare, rispondere con tempestività e chiarezza a ogni tipo di domanda, a tenere i rapporti con la stampa locale, a gestire con equilibrio i social network (io ODIO gli spammoni, non vi taggherei mai su un post di Facebook insieme ad altre 8940 persone solo per aumentare la visibilità dell’evento, e M. è ancora più radicale di me, sempre sia lodato). Mi sono sforzata di non essere esibizionista, di non fare la ruota come i pavoni perché non solo M. è il mio compagno ma anche un mio ex alunno di scrittura creativa e, si sa, non solo i figli sono pezzi ‘e core, ma anche gli alunni. E i fidanzati. Mi sono sforzata, ho esaurito tutte le mie forze nel portare a termine questo compito, quindi se volete qualche informazione più specifica vi rimando a questo post dove c’è scritto tutto.

Ogni dì, vien sera

Ma questo è il mio spazio, quello in cui conta solo come mi sento io adesso, dove posso esprimermi senza mediare troppo perché non ho paura che qualcuno pensi che voglio vantarmi o spammare, perché questa è casa mia e posso essere come sono sapendo che voi capite, e al volo. Allora vi racconterò di quanto ho pianto la prima volta che M. mi ha fatto leggere la dedica (Lelio è il mio nonno materno, il mio nonno scrittore, che M. non ha conosciuto ma è come se) e i ringraziamenti.

Di quanto mi dispiaccia di non aver mollato tutto per aiutarlo a fare editing nei mesi in cui avevo in testa solo il rimanere a galla, o almeno non essere riuscita a dirgli con calma che sì, ci tenevo al suo progetto, ma che in quel periodo dovevo impiegare il mio tempo prima di tutto tornare a stare bene, fare chiarezza nella mia testa e nel mio cuore per poi tornare a stare in piedi da sola. Lui non ha sentito il mio sostegno in quel momento e non può essere stato piacevole, eppure è andato avanti lo stesso e ora io mi tengo questo senso di colpa. Ma come facevo io a essere di sostegno per qualcuno quando l’unica cosa di cui avevo bisogno era il sostegno di qualcuno? Non posso darmi la colpa per aver avuto il desiderio di sopravvivere, no?

Vi dirò che questo è l’ennesimo libro che presento, ma sarà sicuramente il più difficile: o verrà fuori una presentazione indimenticabile, potenziata dal nostro amore e dalla nostra complicità, o balbetterò come una scema tutto il tempo. Perché come ogni volta sarà importante riuscire a essere brillante ma non oscurante, perché il protagonista è l’autore, e ancora di più la storia che ha scritto, ma sarà difficile tenere sotto controllo tutto quando l’unica cosa che vorresti dire è: “Guardate com’è bello, il mio fidanzato, e credetemi: scrive bene da rimanerci sotto. Adesso ognuno di voi riceve una copia e va a casa a leggere, così noi possiamo scendere sul lungomare e passeggiare con le onde del mare in sottofondo come la prima volta che ci siamo baciati”.

So che ci saranno solo persone che ci vogliono bene e che credono nel lavoro che M. ha portato avanti con caparbietà nei mesi passati, quindi andrà tutto bene, potremo rilassarci e fare una chiacchierata come si deve tra pubblico e autore. Forse non ci sarà mai più tanta gente riunita davanti a noi per qualcosa che ci lega così in profondo, considerato che non abbiamo in programma di sposarci e forse non succederà mai.

So che il mio ego di insegnante di scrittura sarà a mille, ma che in un angolo il mio talento artistico trascurato e bistrattato in questi ultimi anni mi manderà messaggi tipo: “Vedi, fai bene a non scrivere più, ma a coltivare i talenti degli altri: non sprecare il tuo tempo per scrivere, ma dedicati a chi lo fa meglio di te” e io sarò così impegnata a controbattere, dentro la mia testa, con dei VAFFA ben assestati, che di tanto in tanto perderò il contatto col mondo terreno e sorriderò distrattamente a una domanda che non ascoltato. Ho il DOVERE di coltivare la scrittura per poter aiutare anche gli altri ad avere successo. È stato un cammino lungo, ma ora lo so. Sto cercando di riprendere il filo anche in questo: non sarà facile, ma sarà di sicuro appassionante.

Nel frattempo, per rendere la giornata ancora più variopinta, tra 3 ore ho il controllo dalla nutrizionista: per la prima volta dopo tanto vedo apparire il numero 70 sulla bilancia. Spero di farcela anche questa volta. SO che ce la farò anche questa volta.

Allora io mi vado a dedicare agli ultimi dettagli per la serata che ci aspetta, e vi ricordo una cosa sola: date spazio ai vostri sogni. Lavorate sodo, perché niente si improvvisa, andate a dritto, consultate persone fidate ma non fatevi spostare più di tanto dai vostri obiettivi, se sentite che sono giusti per voi. Solo voi lo potete sapere. E alla fine solo voi saprete come ci si sente a essere arrivati a meta.

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