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Learnt at theMICAM: metti il Made in Italy ai tuoi piedi

La mia permanenza al theMICAM non mi ha portata solo a incontrare aziende leader del settore, ma anche ad approfondire un argomento che mi sta particolarmente a cuore, cioè quello del Made in Italy come garanzia di qualità. Il tema della manifestazione, in effetti, era la lotta alla contraffazione: perché nessuno ci vieta di comprare delle scarpe provenienti da altri Paesi, ma non si deve correre il rischio di comprare un prodotto pensando che provenga dal nostro Paese  mentre in realtà è stato prodotto altrove, con costi e mezzi di produzione molto diversi, quasi sempre scadenti.

Il 2 marzo, a Milano, la Spora ha organizzato un coloratissimo flash mob:

“La qualità delle scarpe è importante per la salute del piede, le scarpe contraffatte non solo minano l’economia italiana, ma ci fanno anche male. I materiali scadenti come le fodere sintetiche favoriscono lo sviluppo di micosi, i cambrioni d’acciaio scadente rendono i nostri tacchi poco stabili, facendoci rischiare le caviglie. Stiletto Academy promuove l’eccellenza dell’industria italiana, leader nella produzione artigianale ed industriale di calzature di buona qualità e si schiera in un piccolo evento anti-contraffazione”

dalla newsletter della Stiletto Academy del 26 febbraio.

Ciò che a volte ci guida nell’acquisto è il prezzo della calzatura: ci convinciamo che tra una scarpa molto cara e una da poche decine di € non ci sia moltissima differenza, o non ce la sentiamo di impiegare il nostro budget per un solo paio di scarpe, quindi decidiamo di acquistarne 2 o 3 paia a poco prezzo.
Ma attenzione: c’è una grandissima differenza tra poco prezzo e poco valore: ci sono calzature che costano poco perché hanno un design semplice ma sono fatte bene e con buoni materiali, e altre che costano poco e valgono altrettanto poco, rivelandosi pericolose per la salute del nostro piede.

Ve lo confesso: il paio di stivaletti con le borchie che vedete spesso su queste pagine (qui, qui, qui e qui, per esempio) mi sono costati neanche 30€, al mercato. Comodissimi e affidabilissimi finché la scorsa settimana non ho messo un piede in una pozza e sono andata in giro tutto il giorno con i piedi bagnati fino alla caviglia (è un miracolo che non mi sia venuta la febbre a 40!). E vogliamo parlare della puzza che fanno? Te li metti un pomeriggio e quando li togli corri a lavarti i piedi, altrimenti muori. E al di là delle implicazioni sociali (io sono una che passa molto del suo tempo in una palestra a piedi nudi, tenetelo a mente!), pensate che questo cattivo odore sia un dato fine a sé stesso? No, è segno che il piede suda perché i materiali sono scadenti, e in un ambiente caldo-umido i batteri si fregano le mani.
Lo spiega benissimo la Spora nel suo libro, da cui ho preso un suggerimento semplice e meravigliosamente utile: se li indossi coi collant metti anche un paio di calzini di cotone, in modo da non far venire a contatto il materiale sintetico dell’interno della scarpa con quello del collant.

Impariamo a leggere l’etichetta, a capire di che materiale sono le parti della scarpa che stiamo per comprare:

(qui un approfondimento prezioso sulla struttura della scarpa)

Impariamo a cercare: ci sono buone scarpe anche a prezzi ragionevoli (oltre agli outlet, il Signore li benedica tutti!), perché, come recita la dettagliatissima brochure del theMICAM, la calzatura italiana non è prerogativa di alcuni, ma è diritto di tutti. Ecco perché, in tutte le scarpe Made in Italy, a prescindere dalla fascia di prezzo, troverai sempre l’estro, la creatività, lo stile e qualità dei materiali.

Io ci aggiungo una postilla: fate una bella chiacchierata con un calzolaio. Il mio amico Fernando ha fatto questo mestiere per molto tempo e quando guarda un paio di scarpe, arriccia il naso e chiede: “Quanto le hai pagate?” mi sento gelare. Una volta in un negozio si è messo ad analizzare un paio di stivali che la sua fidanzata voleva comprare: non pensate ci abbia messo molto, il suo è un occhio allenato.
Quando ha dato il suo placet, Chiara è corsa alla cassa con soddisfazione.
È veramente più bello spendere i propri soldi per qualcosa che li vale dal primo all’ultimo centesimo.

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