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#mydietdiaries ep. 9

Mercoledì 27 giugno: sfido il caldo africano e cedo un pomeriggio al mare per una lezione a scuola e una sessione di trucco e fotografia per lo spettacolo che mia cugina porta finalmente a Piombino dopo il successo riscosso a Pisa lo scorso maggio. 
Diligente, mi porto dietro un’insalata. Poi ci aggiungo un gelato poco prima dell’inizio dello spettacolo perché la temperatura e i dolori mestruali stanno minando la mia salute fisica e mentale.
Mentre trucco una sua collega, mia cugina mi fa notare che mi sono venute delle gran tette, o meglio, si corregge, che mi sono rimaste anche ora che ho buttato giù un po’ di chili, e si congratula. Si congratula anche uno dei miei migliori amici. Dice che sono papabile*. I presenti capiscono palpabile e finiamo di ridere il giorno dopo. 
*per cosa, non si sa
Giovedì 28 giugno: torno al mare e cammino un’ora in acqua. La sera ci attende la partita Italia-Germania, e questo vuol dire due cose: tifo e pizza 🙂 
Per due volte, appena stacco gli occhi dal video per controllare la cottura della pizza, Balotelli segna. 
Non male.
Venerdì 29 – sabato 30 giugno – domenica 1 luglio: i miei pomeriggi si somigliano tutti: mare, camminata di un’ora in acqua, ghiacciolo per merenda -che non è un’idea brillante, perché si tratta di una botta di zuccheri per direttissima, ma come si fa, con questo caldo? 
Ho un obiettivo: continuare a perdere peso gradualmente continuando a non vedere cicce che ballano. Avrei voglia di fare un po’ di palestra, ma con queste temperature non mi azzardo. Ci rifletto, intanto cammino.
Domenica sera mangio 3 tranci di pizza a taglio e bevo altrettanti sorsi di birra mentre l’Italia viene massacrata dalla Spagna. Non c’è neanche la soddisfazione di aver commesso un peccato di gola per una buona causa. 
Lunedì 2 luglio: passo la mattina in attesa di un maturando che sta per sostenere l’orale, corro a scuola a risentire una sua compagna. A pranzo un gelato, la sera mangerei un bue. Mi uccido di verdure, anche in previsione della mia imminente trasferta milanese che farà slittare di una settimana la mia visita dalla dietologa -anzi, mi devo ricordare di chiamarla come avevamo comunque stabilito, per aggiornarla, e di spostare l’appuntamento del prossimo martedì. 
Martedì 3 luglio: parto per Milano. Arrivo a Milano, massacrandomi le gambe per trascinarmi dietro una valigia più grande – e pesante – di me, arrivo a casa del mio ospite tardi rispetto ai miei progetti e non riesco a fare la spesa. Sotto casa c’è una pizzeria. Cedo. Cerco di non essere troppo severa con me stessa, ma neanche troppo indulgente. Da domani devo rigare dritto il più possibile, almeno durante il giorno, perché non potrei sopportare di tornare da Milano con un solo kg in più. Speriamo bene.
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