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I santi del 14 febbraio

A casa nostra si festeggia qualsiasi cosa ci possa dare il pretesto di festeggiare… indipercui si festeggia anche San Valentino.
Il mio ometto in questi giorni era un po’ influenzato, ma non ci siamo fatti scoraggiare: ci eravamo trovati così bene in quel ristorantino così esclusivo a Capodanno, che anche questa volta abbiamo prenotato l’unico tavolo disponibile 🙂 
Menu della serata: 
Mix di formaggi e marmellatine dolomitiche
Filetto in salsa di gorgonzola 
Patate arrosto 
Torta Sacher coccolona

Sangiovese, candele, Baci bianchi, Twitter e Sanremo

(filetto e patate arrosto non li ho fotografati, bruciavano e sfrigolavano, non ho voluto correre rischi)

Dovete sapere che in casa mia Sanremo è sacro: ho ricordi di serate lunghissime passate in salotto con mamma e i nonni, serate in cui io eccezionalmente avevo il permesso di andare a letto a un’ora impossibile e in cui perfino il mio laconico nonno si lasciava andare in operazioni di satira indimenticabili sulle mise e sulla vitalità di questo o quel cantante. 
Io mi addormentavo quasi sempre sul divano accanto a mamma a metà serata, ma non accettavo di andare a dormire finché non fosse sfumata la sigla di chiusura: quelle sere ero grande anch’io e anch’io avevo il diritto di farmi venire il torcicollo sul divano come i grandi. 
Nonno se n’è andato pochi giorni prima di SanRemo 1995: non ricordo molto di quell’edizione, ma ricordo che mamma, nonna e io provammo lo stesso a guardarlo, con la tristezza del Natale che si festeggia anche con un lutto in casa, per non scontentare i bambini, “per tradizione”. E ricordo che rimasi a sedere tutto il tempo al posto di nonno, per guardarlo. 
Nel 1997, a febbraio, presi una brutta otite. Rimasi a casa da scuola quasi tutto il mese. 
Una pacchia: mi sparai Festival e DopoFestival ogni sera, e la mattina successiva mi svegliavo in tempo per ascoltare i commenti di Linus a DeeJay Chiama Italia. 
La prima canzone che fecero ascoltare la mattina dopo la prima serata fu Confusa e Felice di Carmen Consoli, consolidando il mio amore per la radio e per la cantantessa. 
Nonna se n’è andata a gennaio 2009. A SanRemo 2009 partecipavano gli Afterhours. Saltai la mia lezione di tango quella sera per poter guardare la prima serata del Festival insieme a mia mamma, ormai sola in quella casa ormai così grande. 
Piansi quando cantarono gli Afterhours. 
La scusa ufficiale fu che, amandoli così tanto, la loro presenza mi aveva commossa. 
Li eliminarono subito, accidenti alla Meloria. 
Ecco perché per me SanRemo non si discute: riesco sempre a trovarci qualcosa di nuovo, qualcosa di intenso, qualcosa di gradevole. 
Mi arrabbio con chi vi trova solo lati negativi, anche se sono consapevole che i lati positivi siano sempre meno, anno dopo anno. 
Quest’anno mamma non è sola, a casa con lei c’è mio zio, musicista di professione che, pur non gradendo troppo, si è sottoposto insieme a lei alla tradizionale visione della prima serata di Sanremo.
Io sono rimasta a casa con Riccardo, che di Sanremo ne potrebbe pure fare a meno, barattando un regalo di San Valentino con la visione del programma senza musi lunghi.
All’inizio delle esibizioni ho creato su Twitter l’hashtag #sanremostile, allo scopo di commentare unicamente abiti, trucco e parrucco dei cantanti. Poi mi sono lasciata andare a commenti generici interagendo con altri utenti. Ho riso insieme a “vecchie conoscenze” e ne ho strette di nuove. 
E’ stato molto gradevole, anche Riccardo si è divertito, ha partecipato alle discussioni, si è sbellicato con me. Ho avuto la sensazione che il nostro divano diventasse grandissimo, comodissimo e rumorosissimo. Nessun pericolo di addormentarsi e di farsi venire il torcicollo. 
(avrei una mezza idea di proporre una carrellata di immagini dei cantanti con i miei commenti di Twitter “espansi”. So che non toccherò mai i picchi umoristici della Zitella, ma magari è divertente lo stesso. Forse domani mattina, unendo anche le impressioni di stasera… mmm, vediamo…)
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2 thoughts on “I santi del 14 febbraio

  1. ma che bella cenetta! :DIo invece sono anni, che non guardo sanremo. Sbircio giusto la prima puntata e basta, poi mi limito agli aggiornamenti dati dai giornali.E pensare che quando ero più piccola era davvero l'evento dell'anno e io mi fiondavo in edicola ad accaparrarmi una copia di "TV Sorrisi e Canzoni" dove venivano pubblicati testi delle canzoni, così da poterli cantarle a squarciagola con le amiche, nel cortile della scuola.Ahhh che ricordi! 😀

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  2. Ma sai che lo facevo anch'io? 🙂 E mamma lo fa ancora (be', sì, poi evita di cantare le canzoni a squarciagola, almeno in pubblico 😀 )… io invece non riesco più a leggerli i testi prima che escano le canzoni. La scorsa settimana le ho comprato il numero dedicato a Sanremo, sono andata a dare una sbirciata al testo della canzone dei MarleneKuntz e mi sono accorta di aver fatto una cavolata, mi ha tolto tutto il gusto della sorpresa del primo ascolto! 😀

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